sabato 7 giugno 2008

NATURA INCREDIBILE

Un'incredibile sequenza di foto della natura e dei suoi animali. GUARDA LE FOTO

venerdì 6 giugno 2008

UGO


Nuovo arrivo oggi. Nel primo pomeriggio stavo andando nel bosco a far legna e fuori da casa c'era un piccolo corvo che non sapeva volare. Gli ho dato da mangiare e poi l'ho portato sotto l'albero dove so che ha il nido. Dopo un paio d'ore era ancora lì, tutto rannicchiato sotto la pioggia. Allora l'ho ripreso e portato a casa. Ah, il nuovo ospite si chiama Ugo. Speriamo vada tutto bene e che fra qualche giorno possa volare.

mercoledì 4 giugno 2008

FAZÖL, LA GNOMINA BUONA

C'era una volta una gnomina di nome Fazöl, che non aveva piu’ ne’ babbo ne’ mamma, ed era tanto povera. Non aveva nulla. Non aveva un tetto per proteggersi dalle intemperie, non una stanza e nemmeno un lettino dove poter dormire. I suoi vestitini erano stati cuciti da lei stessa raccogliendo pezzetti di stoffa gettati via. Ma erano tanto carini e colorati. Puliti perche’ faceva il bucato nel ruscello usando la cenere dei suoi fuocherelli. In mano aveva un pezzetto di pane secco che poco al giorno le riempiva un po’ il pancino con il latte che riusciva a mungere da qualche capretta selvatica. Ma era buona e brava e, siccome era abbandonata da tutti, vagabondava qua e la’ per i campi ed i boschi fidando nella buona sorte. Un giorno incontro' uno gnomo povero, che disse: “Ah, dammi qualcosa da mangiare! Ho tanta fame!” Fazöl gli porse tutto il suo pezzetto di pane e disse: “Spero ti possa sfamare!” e proseguì il suo cammino. Poi incontro’ una gnoma che aveva tanto freddo. “Ho tanto freddo alla testa! Dammi qualcosa per coprirmi!” Si sfilo’ il berretto e lo dono’ alla gnoma. Poi venne un’altra gnomina che stava tremando tanto da far tenerezza ed allora Fazöl si tolse il giubbetto coloratissimo e glielo dono’. E poco dopo un’altra le chiese la sua gonnellina a strisce. Quando arrivo’ nel bosco e si era gia’ fatto buio, si incontro’ con un’altra gnoma che le chiese la sua camicia dicendogli che ormai era buio e nessuno l’avrebbe vista. Fazöl si trovo’ la’, al freddo, tutta sola ma sorridente. Rimase con le sue mutandine rosa ed il “tascapan”. All’improvviso iniziarono a cadere cose strane e lucenti dal cielo. Non erano stelle anche se il cielo era incredibilmente stellato. Erano monete d’oro luccicanti e nonostante avesse regalato la sua camiciuola, ora ne aveva addosso una nuova, di finissimo lino. Riempì il tascapan di monete e visse felice e contenta dando ogni giorno qualche moneta a chi ne aveva bisogno.

martedì 3 giugno 2008

POVERI PICCOLI

Non avrei voluto scrivere cio' che seguira'. Forse perche' ero tanto contento che avrei voluto scrivere solo il finale felice fra qualche giorno ma così, purtroppo, non sara'. Tre giorni fa il mio amico Jorge con la sua compagna Marzia, tornado a casa, in mezzo alla strada, hanno trovato 4 uccellini. Poco dopo mi hanno chiamato chiedendomi cosa fare. Gli abbiamo detto di metterli fuori dalla strada che forse la mamma sarebbe tornata a riprenderli. Poco dopo invece sono tornati loro e gli uccellini erano stati assaliti dalle formiche. Della mamma nessuna traccia. Così se li sono portati a casa e dopo un lungo e paziente lavoro di ripulitura hanno cominciato a dargli da mangiare. Forse avevano un giorno di vita. Solo uno di loro non apriva mai il becco. Il giorno dopo sì. Sembrava stessero benino ma alla sera il piu' piccolo non si e' mosso piu'. Era bellissimo imboccarli. Erano ancora, per oltre meta', spelacchiati. Piccolissimi e tanto teneri. Sembrava stessero bene i piccolini... Purtroppo ieri un altro se n'e' andato e alla sera anche il terzo. Stamattina ci siamo sentiti e l'ultimo sembrava che non stesse bene nemmeno lui. Allora siamo andati a Tione da una nostra amica veterinaria ma lei ci ha detto che era difficile farlo vivere. Era tanto bello tenerlo in mano ed alitarlo per riscaldarlo. Poi siamo tornati a casa. Oggi pomeriggio Jorge mi ha fatto piangere con la sua telefonata. Anche l'ultimo piccolino ci aveva lasciati. Erano tanto carini, tanto piccoli, teneri, dolci... ma ci hanno lasciati.

lunedì 2 giugno 2008

"CIAPIN", DANIELE CHIAPPA

Sono molto giu' oggi. Ho ricevuto una mail molto triste dal mio Amico Daniele Chiappa "Ciapin". Il Ciapin e' stato uno dei 4 Ragni di Lecco arrivato in vetta al Torre dalla parete ovest nel 1974. Aveva 22 anni allora. Siamo diventati amici da quando anche lui e' entrato nella polemica del Cerro Torre '59. Sei anni fa ha perso la moglie, otto mesi fa gli hanno tolto un rene e due mesi or sono anche un pezzo di polmone. Un paio di settimane si e' stato male in autostrada ma e' riuscito a fermarsi ed un motociclista l'ha soccorso e poi l'ambulanza l'ha portato d'urgenza in ospedale. L'ho sentito poco fa ed abbiamo pianto. Povero Ciapin. Mi ha detto che lui non molla ed ora continua a fare la chemioterapia. Mi ha detto che la corda a cui siamo legati ora e' molto sottile ma sembra che tenga. Ciao Daniele, tieni duro, tu lo sai fare.


venerdì 30 maggio 2008

ORESTE

Quanti giorni! Mi spiace ma sono stato un po' incasinato. Sono stato via anche tre giorni e poi, fra una cosa e l'altra torno solo ora. Non ho fatto molto in questo periodo pero' non me la sono passata male. Ho arrampicato, ho corso anche. Un paio di giorni fa con Manuela, di Campiglio, ci siamo fatti 24 Km ed, a parte i caldo esagerato, e' stata una corsa molto piacevole. Anche con legna sono messo bene ed ho quasi finito di preparare quella per il prossimo inverno. L'insalata ed il prezzemolo dell'orticino sono molto buoni ed i primi due pomodorini si sono fatti vedere. Maya viene a mangiare tutti i giorni ma ha spostato i piccoli e non sappiamo dove siano. Oggi ho incontrato il mio amico Oreste. Che persona quella! Ora credo abbia 75 anni ma sembra ancora un ragazzino. Diro' di lui in un'altra occasione ma quando lo vedo non posso pensare a cosa passo' una ventina di anni fa. Lavorava in una fonderia nel bresciano ed un giorno passando vicino al grande pentolone (non so come si dice in gergo) pieno di acciaio fuso mentre stava versando il contenuto incandescente negli stampi Oreste venne investito dai vapori. Ebbe per fortuna la prontezza di gettarsi in un bidone d'acqua. Poco dopo i suoi compagni di lavoro lo tirano fuori dall'acqua. A parte il volto, rimase ustionato su tutto il corpo. E' difficile farlo parlare quell'uomo. Con me pero' lo fa. Mi ha sempre detto che ha sofferto poco perche', per fortuna sua, rimase 3 mesi in coma. E' ritornato alla vita. E' sì un po' acciaccato ma non si lamenta mai. Le mani non gli consentirebbero di fare quello che prima poteva ma in qualche modo si e' adattato e fa tutto. Ora e' in pensione, nel senso che non lavora piu' con una paga mensile. Fa le sue cose dalla mattina alla sera. Lavora anche per altri, perchi gli chiede. Tempo fa ha fatto un lavoro anche per me ed abbiamo quasi litigato per il prezzo. Voleva 5 euro all'ora. Io per quei soldi, ormai a fine lavoro, non volevo accettare perche' dal mio punto di vista erano troppo pochi e quando gli ho detto che glie ne volevo dare almeno il doppio si e' quasi arrabbiato. Mi ha detto che lui lavora perche' gli piace farlo e non per i soldi. Oreste ama molto andare per i monti e con sua moglie, amabile, come il nome che porta, appunto Amabile, si fanno giri in montagna di 10 e piu' ore al giorno. Una bellissima coppia, serena, felice ed amabile. Piu' avanti vi raccontero' di cio' che faceva questo uomo. Un grande maestro di vita potrebbe essere per tutti noi...

martedì 20 maggio 2008

LA GRANDE FAMIGLIA DELLO GNOMO RATBARBASTREL

Zoe sta bene. E' venuta anche ieri sera a trovarci. Stamattina ho girato per uffici, se così si puo' dire. Poi mi sono fatto una bella corsa e mentre correvo ho pensato ad una nuova fiaba. Forse perche' pensavo al tesoro della mia cagnolina sono stato ispirato...

LA GRANDE FAMIGLIA DELLO GNOMO RATBARBASTREL

C’era una volta, nella grande valle degli gnomi, una famiglia alquanto povera. Avevano un pezzo di terra ma era tanto arido che riuscivano a coltivare poca verdura. Il grande gnomo, Ratbarbastrel, era gia’ padre di 6 gnomini ed un giorno la mamma, Sfotla, partorì 4 gemelli. Con grandi sacrifici Ratbarbastrel riusciva a portare a casa sempre qualcosa da mangiare. Poi inizio’ a privarsi lui per mettere qualcosa in bocca ai suoi gnomini. Anche Sfotla ormai non mangiava piu’, pur di veder crescere le proprie creature. Un giorno decisero di andare a chiedere aiuto al Re. Furono accolti alla corte reale dal Re Valastun e da Fase’, la Regina. Dai loro volti capirono quanto erano affamati e donarono loro un terreno tanto fertile che cambio’ la loro vita. Ora avevano tutto. Il cibo ed il calore della famiglia. Molte sere rimanevano tutti fuori dalla loro umile casetta a guardare il cielo ed a contare le stelle cadenti. Un bel giorno Ratbarbastrel, mentre lavorava la terra, sentì la vanga cozzare contro qualcosa di metallico. Scavo’ e trovo’ un cofano antico di bronzo. Lo aprì e rimase accecato dalle pepite d’oro luccicanti che conteneva. Non lo tenne per se'. Corse dal Re e gli consegno’ il tesoro. Valastun racconto’ a Ratbarbastrel la storia di quel forziere d’oro. Il fatto risaliva a tanti anni prima. Le vecchie pergamene raccontavano che quel lontano giorno arrivarono gli invasori. Erano esseri umani. Cattivi, crudeli e senza cuore. Fu uno sterminio quasi totale. Pochi riuscirono a fuggire rifugiandosi in montagna. La strage venne compiuta perche’, quegli esseri, erano convinti che nel sottosuolo ci fosse oro nero. Prima di essere sopraffatti, pochi poveri gnomi, riuscirono a raccogliere nel forziere tutte le loro ricchezze ed a seppellirle. Il valore di quel tesoro era incalcolabile. Valastun fuse l'oro e creo’ tanti cuoricini. Ci fu una grande festa nella valle. Tutti gli gnomi erano presenti ed il Re dono' ad ognuno di loro un cuore d'oro. E vissero tutti felici e contenti!

sabato 17 maggio 2008

E' ARRIVATA ZOE


Giornata uggiosa con tanta pioggia. Ma va' tutto bene. Legna, computer e palestra. Poi, dopo tanta attesa e' arrivata Zoe. Stamattina, Ginevra, la mamma Chicca e mia moglie sono andate a Piacenza a prandere la nuova cagnolina. E' bellissima, dolcissima anche se un po' spaventata dalle nuove persone e da Isotta. Sicuramente va' star bene. Ginevra la adora e gia' ora non si vuole allontanare da lei. Ieri e' stata allontanata dalla mamma e questa e' l'unica cosa che mi da' un po' di tristezza.

giovedì 15 maggio 2008

CHE BRUTTA GENTE

Finalmente risolti i problemi col telefono ed internet. Davano la colpa a me ed invece no. Era un filo allentato dove inizia la linea che porta a casa mia. Problema risolto. Stamattina ho spaccato un bel po' di legna, dopo sono andato da un amico a vedere la macchina che vendera' e poi a farmi una bella corsa. Verso le ore 16 e' arrivato il tecnico Telecom ed in mezz'ora ha trovato il guasto. Eccomi qui con la tecnologia fra le mani, io, ignorante come pochi. con le dita sulla tastiera. Rileggo quello che ho scritto ieri e penso ai brutti fattacci che tutti i giorni ascolto ai notiziari. Che schifo! Ma che gente c'e' al mondo? Penso a quella povera ragazzina stuprata da tre quasi coetanei, brutalmente uccisa e gettata in un pozzo... Ma dove arriva la mente umana? Come si puo' fare una cosa simile ad un essere vivente nel fiore della vita? O quegli esseri che violentano le donne... o, peggio ancora, quelli che violentano i bambini. Ma abbiamo solo un'idea di quello che vuol dire? O quelli che seviziano i poveri anziani per rubargli anche soli pochi euro... o quelli che picchiano compagni di scuola per un cellulare o solo per fargli capire chi e' il piu' forte... il piu' furbo... Ma perche' mi chiedo... perche'? Capisco quel povero operaio che ha tentato la rapina alla posta perche' pieno di debiti, poverino... Uno così lo capisco, lo vorrei aiutare anch'io...

mercoledì 14 maggio 2008

PENSIERI

Scrivo ma ancora no riesco a mettere il tutto on line. Non ho ancora internet. Ma ci sono cose ben piu' importanti e gravi in questo nostro paese. Abbiamo una terra che nessuno al mondo possiede. Ogni angolo d'Italia e' bello. Anche il piu' piccolo. Se la nostra cara Patria si trovasse negli Stati Uniti sarebbe un grande parco nazionale. Invece noi la distruggiamo in tutti i modi. Dai punti di vista paesaggistico e di quello civico. Non sappiamo nemmeno che cos'e' il senso civico. Se dobbiamo attraversare la strada sulle strisce pedonali siamo noi che ci dobbiamo fermare per lasciar passare le macchine. Siamo obbligati a guardare e riguardare prima di avventurarsi in mezzo alla strada. E poi crediamo di essere un paese civile... Andiamo al bar e chiediamo il caffe' senza guardare in faccia chi, cortesemente, ce lo servira'. Poi magari siamo proprio noi a dire che il barista e' antipatico. Proviamo ad entrare, anche all'autogrill, salutare, chiedere gentilmente il caffe'. Vedremo che il barista ce lo servira' col sorriso ed anche il nostro caffe' sara' piu' buono. Ed anche quando siamo alla guida della nostra cara macchina... ricordiamoci che ci sono anche gli altri, belli o brutti che siano, hanno gli stessi nostri diritti. E quando dobbiamo fare una coda aspettiamo il nostro turno. Solo in Italia facciamo la coda come la facciamo noi. Incivilmente! Anche nei paesi piu poveri del mondo la coda non fanno la coda come noi italiani. Cominciamo da noi a comportarci bene e presto tutto andra' meglio. Anche la nostra vita normale, quella di tutti i giorni, diverrebbe piu' facile, piu' piacevole.