Il mio diario... o meglio, ciò che mi passerà per la testa di scrivere delle mie giornate, di quello che faccio. Non so quanto diario sarà, nel senso che sicuramente non lo farò tutti i giorni. Cercherò di essere il meno ripetitivo possibile, anche se mi sarà difficile perché più o meno faccio sempre le stesse cose. Vivo in un mondo tutto mio. Potrei dire che la mia vita trascorre nel mondo delle fiabe. Grazie e siate positive/i...
sabato 18 dicembre 2010
venerdì 17 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
STAMBECCHI
Stamattina -8. Sono andato al Limaro' con Michel a pulire un po'. Siamo quasi alla fine ma ci vorra' ancora un po' ed ora, iniziando l'inverno, dovremo rimandare a piu' avanti.
Poi, arrivato a casa, una mail di un'amica, con delle foto incredibili. Da quelle il filmato. Ed io mi sento uno scalatore...
martedì 14 dicembre 2010
BANZÖLA E FALCÖT
C'era una volta, sperduto fra i monti, Gambarèla, un villaggio di gnomi. Il Re Balòs, che aveva una figlia, Banzöla, che era bellissima e tutti la guardavano e la desideravano. Erano tanti quelli che andavano al castello ad offrirle di tutto, sperando di poterla avere come sposa.
Banzöla, pero’, non si sapeva decidere. Chiese al Re a chi si sarebbe dovuta concedere. Lui gli rispose che, giudiziosa com’era, avrebbe fatto la scelta giusta. Nella sua indecisione, fece una proposta al padre. Gli disse di spargere la voce che era morta a causa di un fungo velenoso. Il Re rimase sorpreso ma fece quanto disse Banzöla e, sembrandogli una buona idea, accetto’. Suonarono le trombe ed echeggiarono i cannoni a lutto e la notizia si sparse come la neve al vento. Erano tutti molto tristi per l’accaduto. Al maniero, invece, iniziarono ad arrivare i pretendenti di Banzöla per avere di ritorno quanto avevano prima donato. Gioielli, stoffe rare e perle preziose. Balòs rimase molto deluso dal comportamento di quegli gnomi.
Un giorno, pero’, arrivo’ alla porta del castello, uno gnomino. Si chiamava Falcöt. Si capiva che era povero dagli abiti dismessi che indossava e, con le lacrime agli occhi, si chino’ umilmente, ai piedi del Re. Gli dono' una piccola scatola di cartone con all’interno un vestitino rosa di lino che lui stesso aveva filato e poi cucito. Avrebbe voluto che quel vestitino fosse indossato dalla piccola Banzöla per il suo ultimo viaggio. Balòs, vedendo questo, si commosse ed annuncio’ al paese che la sua gnomina era ancora viva.
Con quanto accaduto, il Re, aveva messo alla prova tutti i pretendenti di Banzöla. Aveva capito chi veramente avrebbe potuto amare sua figlia per tutta la vita. Banzöla, quel giorno tanto importante, indosso’ il suo nuovo vestitino rosa coi cuoricini lilla. Era bellissima! I due gnomini si unirono in matrimonio scambiandosi dolcissimi baci davanti a tutto il paese. Ci fu una grande festa. Anche i vecchi pretendenti erano presenti dopo aver venduto quanto il Re aveva ridato loro. Con il ricavato portarono il cibo ed una sacco di bottiglie di succo di uva. Anche loro, finalmente, avevano capito che le cose importanti non erano “l’avere” ma “l’essere”.
Gli gnomi gioirono nel vedere Banzöla e Falcöt tanto vicini. E vissero tutti felici e contenti.
Banzöla, pero’, non si sapeva decidere. Chiese al Re a chi si sarebbe dovuta concedere. Lui gli rispose che, giudiziosa com’era, avrebbe fatto la scelta giusta. Nella sua indecisione, fece una proposta al padre. Gli disse di spargere la voce che era morta a causa di un fungo velenoso. Il Re rimase sorpreso ma fece quanto disse Banzöla e, sembrandogli una buona idea, accetto’. Suonarono le trombe ed echeggiarono i cannoni a lutto e la notizia si sparse come la neve al vento. Erano tutti molto tristi per l’accaduto. Al maniero, invece, iniziarono ad arrivare i pretendenti di Banzöla per avere di ritorno quanto avevano prima donato. Gioielli, stoffe rare e perle preziose. Balòs rimase molto deluso dal comportamento di quegli gnomi.
Un giorno, pero’, arrivo’ alla porta del castello, uno gnomino. Si chiamava Falcöt. Si capiva che era povero dagli abiti dismessi che indossava e, con le lacrime agli occhi, si chino’ umilmente, ai piedi del Re. Gli dono' una piccola scatola di cartone con all’interno un vestitino rosa di lino che lui stesso aveva filato e poi cucito. Avrebbe voluto che quel vestitino fosse indossato dalla piccola Banzöla per il suo ultimo viaggio. Balòs, vedendo questo, si commosse ed annuncio’ al paese che la sua gnomina era ancora viva.
Con quanto accaduto, il Re, aveva messo alla prova tutti i pretendenti di Banzöla. Aveva capito chi veramente avrebbe potuto amare sua figlia per tutta la vita. Banzöla, quel giorno tanto importante, indosso’ il suo nuovo vestitino rosa coi cuoricini lilla. Era bellissima! I due gnomini si unirono in matrimonio scambiandosi dolcissimi baci davanti a tutto il paese. Ci fu una grande festa. Anche i vecchi pretendenti erano presenti dopo aver venduto quanto il Re aveva ridato loro. Con il ricavato portarono il cibo ed una sacco di bottiglie di succo di uva. Anche loro, finalmente, avevano capito che le cose importanti non erano “l’avere” ma “l’essere”.
Gli gnomi gioirono nel vedere Banzöla e Falcöt tanto vicini. E vissero tutti felici e contenti.
sabato 11 dicembre 2010
venerdì 10 dicembre 2010
INDOVINELLO
Quando avro' qualche risposta, se non ci sara' quella esatta, ve la dara' di nuovo lui, il mio amico Tom.
mercoledì 8 dicembre 2010
CHE SCHIFO...
Ma in che schifo di mondo stiamo vivendo? Chi toglie la vita ad una bimba, chi ne fa sparire un'altra, chi elimina la propria compagna perche' non lo vuole piu', chi uccide andando in macchina sotto l'effetto di droga o di alcool e la giustizia che non c'e'... Ma che schifo!
lunedì 6 dicembre 2010
BEATRICE E GIACOMO
Oggi non sono andato a sciare perche' ieri... tornato dalle piste sono andato in ospedale ma niente di rotto. Solo male e dovro' fare 8-10 giorni di riposo. Oggi e' il 6 e, quindi, 6x2=12. Due giorni in piu' di quello che mi hanno detto ed allora, domani torno a sciare con Bea e Giac.
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